Ho approfittato del ponte per cambiare server
scritto da Massimo il 2 Novembre 2010 alle 13:38
archiviato in GNU/Linux
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Il piovoso weekend lungo mi ha dato modo di sostituire finalmente il server di casa, alla frutta (per non dire peggio) ormai da mesi.
Ho acquistato un paio di settimane fa una scheda madre ASRock M3A790GXH/USB3 che ha tutto quello che mi serve: 6 porte SATA, video integrato, LAN Gigabit, 4 slot DDR3 (per un massimo di 16 GB) e anche USB3.
Dovendo stare sempre acceso ho optato per una CPU a basso consumo energetico (45W), l'Athlon II X2 240e.
Ho installato 2 banchi di memoria da 2 GB l'uno. Per il momento sembrano essere sufficienti, eventualmente la scheda madre mi permette di ampliare in futuro.
Eredito dal vecchio server 4 dischi da 1 TB in RAID5, utilizzati come storage e datastore per le macchine virtuali.
Il disco per il sistema operativo ho deciso di mandarlo in pensione, a favore di una pendrive USB da 2 GB in grado di ospitare tutto ciò che mi serve (sistema operativo, samba e VMware).
Con un po' di vergogna devo ammettere che ho perso qualche tempo per documentarmi sull'installazione della Debian Live su pendrive in modalità persistent, ovvero con salvataggio delle modifiche all'arresto del sistema, pensando che il normale CD di installazione non rilevasse le pendrive come idonee partizioni su cui installare Linux. Mi sbagliavo.
Quindi ho installato una Debian Lenny 5.0.6 amd64, in grado di rilevare correttamente tutte le periferiche senza bisogno di fare la lotta con i moduli del kernel.
Al termine dell'installazione chiede di rimuovere i supporti rimovibili, ma evidentemente oltre al CD di installazione si aspetta che venga rimossa anche la pendrive su cui il sistema operativo è stato appena installato.
Un CTRL+ALT+F2, invio e
Ci sono alcuni avvisi, nulla di grave, entrambi restituiti in fase di caricamento:
Il primo:
E il secondo:
Risolti entrambi aggiungendo alla riga
Il
Terminata l'installazione ho collegato i 4 dischi per ripristinare l'array. Sfortunatamente, la pendrive che prima era
Debian su USB va divinamente. Chiaramente non è un fulmine, ma a me serve solamente per il boot e i binari.
Le letture del database aptitude la mettono in evidente difficoltà, ma trattandosi di operazioni occasionali non lo vedo come un problema. Eventualmente c'è comunque la prospettiva futura di usare l'USB 3.0.
Ho pochi ricordi di Debian su amd64, sono un fan dichiarato di Intel, e per quelle volte in cui l'ho installata mi ha sempre impressionato positivamente la velocità di caricamento del sistema operativo, decisamente superiore rispetto alla versione x86.
Detto ciò, la non abissale differenza di caricamento rispetto ai comuni sistemi Intel a cui sono abituato probabilmente non evidenzia la reale differenza rispetto all'utilizzo di un disco SATA interno ma, per i motivi di cui sopra, attualmente non rappresenta un disagio.
Con l'occasione ho approfittato per scrivere un mini how-to sull'installazione di VMware Server su Debian Lenny, raccogliendo le operazioni da seguire e le soluzioni ai comuni problemi, con anche qualche tweak utile per far rendere al meglio il sistema.
Così ho approfittato per installare il gruppo di continuità sul server, e attrezzarmi con un backup della pendrive, dal momento che non è immortale.
Oltremodo comodo
Il ripristino:
Collaudato e funzionante.
Questa la situazione giù nel seminterrato stamattina durante i lavori:
Ho acquistato un paio di settimane fa una scheda madre ASRock M3A790GXH/USB3 che ha tutto quello che mi serve: 6 porte SATA, video integrato, LAN Gigabit, 4 slot DDR3 (per un massimo di 16 GB) e anche USB3.
Dovendo stare sempre acceso ho optato per una CPU a basso consumo energetico (45W), l'Athlon II X2 240e.
Ho installato 2 banchi di memoria da 2 GB l'uno. Per il momento sembrano essere sufficienti, eventualmente la scheda madre mi permette di ampliare in futuro.
Eredito dal vecchio server 4 dischi da 1 TB in RAID5, utilizzati come storage e datastore per le macchine virtuali.
Il disco per il sistema operativo ho deciso di mandarlo in pensione, a favore di una pendrive USB da 2 GB in grado di ospitare tutto ciò che mi serve (sistema operativo, samba e VMware).
Con un po' di vergogna devo ammettere che ho perso qualche tempo per documentarmi sull'installazione della Debian Live su pendrive in modalità persistent, ovvero con salvataggio delle modifiche all'arresto del sistema, pensando che il normale CD di installazione non rilevasse le pendrive come idonee partizioni su cui installare Linux. Mi sbagliavo.
Quindi ho installato una Debian Lenny 5.0.6 amd64, in grado di rilevare correttamente tutte le periferiche senza bisogno di fare la lotta con i moduli del kernel.
Al termine dell'installazione chiede di rimuovere i supporti rimovibili, ma evidentemente oltre al CD di installazione si aspetta che venga rimossa anche la pendrive su cui il sistema operativo è stato appena installato.
Un CTRL+ALT+F2, invio e
reboot terminano in maniera forse poco ortodossa il programma di installazione e al riavvio il sistema operativo parte correttamente dalla chiavetta.
Ci sono alcuni avvisi, nulla di grave, entrambi restituiti in fase di caricamento:
Il primo:
PCI: BIOS Bug: MCFG area at f0000000 is not E820-reserverd
PCI: Not using MMCONFIG
E il secondo:
Your BIOS doesn't leave a aperture memory hole
Please enable the IOMMU option in the BIOS setup
This costs you 64 MB of RAM
Risolti entrambi aggiungendo alla riga
kernel del file /boot/grub/menu.lst:
pci=nommconf iommu=noagp,noaperture
Il
noagp è applicabile nel mio caso dato che uso la VGA integrata.
Terminata l'installazione ho collegato i 4 dischi per ripristinare l'array. Sfortunatamente, la pendrive che prima era
/dev/sda è diventata /dev/sde. Nulla di irreparabile, avviato con la Live (a qualcosa è servita) e aggiornati menu.lst e fstab.
Debian su USB va divinamente. Chiaramente non è un fulmine, ma a me serve solamente per il boot e i binari.
Le letture del database aptitude la mettono in evidente difficoltà, ma trattandosi di operazioni occasionali non lo vedo come un problema. Eventualmente c'è comunque la prospettiva futura di usare l'USB 3.0.
Ho pochi ricordi di Debian su amd64, sono un fan dichiarato di Intel, e per quelle volte in cui l'ho installata mi ha sempre impressionato positivamente la velocità di caricamento del sistema operativo, decisamente superiore rispetto alla versione x86.
Detto ciò, la non abissale differenza di caricamento rispetto ai comuni sistemi Intel a cui sono abituato probabilmente non evidenzia la reale differenza rispetto all'utilizzo di un disco SATA interno ma, per i motivi di cui sopra, attualmente non rappresenta un disagio.
Con l'occasione ho approfittato per scrivere un mini how-to sull'installazione di VMware Server su Debian Lenny, raccogliendo le operazioni da seguire e le soluzioni ai comuni problemi, con anche qualche tweak utile per far rendere al meglio il sistema.
Aggiornamento del weekend successivo
Piove ancora, dannazione.Così ho approfittato per installare il gruppo di continuità sul server, e attrezzarmi con un backup della pendrive, dal momento che non è immortale.
Oltremodo comodo
dd. Avviando da un CD Live eseguire il backup della chiavetta:
dd if=/dev/sde > /mnt/raid/share/pendrive.dd
Il ripristino:
cat /mnt/raid/share/pendrive.dd | dd of=/dev/sdf
Collaudato e funzionante.
Questa la situazione giù nel seminterrato stamattina durante i lavori:

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Your BIOS doesn't leave a aperture memory holePlease enable the IOMMU option in the BIOS setup
This costs you 64 MB of RAM
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